Ci sono incontri che non passano semplicemente "attraverso" le aule di una scuola, ma che si fermano a scavare nel profondo, scuotendo le coscienze di chi ascolta. È quello che è successo in questi giorni nel Presidio Libera "Antonella Lopez" presso i plessi "Rita Levi Montalcini" di Torre a Mare e "G. Rodari" di Japigia con Pinuccio e Lella Fazio, che hanno portato nelle scuole di Bari la storia e il ricordo di loro figlio, Michele.
Ascoltandoli, si percepisce una verità nuda e dolorosa: "Non si vive, si impara a sopravvivere". È il peso di un'assenza che non si colma, ma che Pinuccio e Lella hanno trasformato in una missione instancabile. La loro non è solo una testimonianza, è un atto d’amore trasformato in lotta civile.
Il messaggio che è risuonato con forza tra i banchi è un grido alla responsabilità: "Non siate omertosi, combattete contro le mafie e per la vostra libertà".
La memoria non è un esercizio del passato, ma un impegno collettivo per il presente. Grazie a tutti per aver reso possibile questo dialogo. Custodire il ricordo di Michele significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare.
